10 TED Talks sul marketing e sulla comunicazione da non perdere

Come comunicano i leader di successo? Perché alcuni video diventano virali? Le reti sociali possono davvero influenzare la nostra vita e le nostre scelte? È possibile aumentare le nostre possibilità di successo semplicemente adottando un certo linguaggio comunicativo? Ecco 10 interessanti TED Talk sul marketing e sulla comunicazione che offrono una risposta a queste domande e altri spunti di riflessione.

Ognuno di noi ha probabilmente visto almeno una volta un video di TED, il cui logo rosso è facilmente riconoscibile e spesso sinonimo di contenuti interessanti, innovativi, capaci di offrire nuovi spunti e ispirazione.

Ma cos’è esattamente TED?

Si tratta di una società no profit nata nel 1984 con l’obbiettivo di diffondere idee attraverso brevi discussioni della durata massima di 18 minuti. Inizialmente incentrata su Technology, Entertainment e Design (TED, appunto), oggi le conferenze presentate coprono praticamente tutti gli argomenti, dalla scienza fino ai problemi sociali, e sono disponibili in più di 100 lingue.

Tra gli argomenti trattati troviamo ovviamente anche il marketing e la comunicazione e qui di seguito vi presentiamo 10 TED Talks che abbiamo trovato particolarmente interessanti per la loro capacità di spiegare in maniera semplice, pratica e precisa alcune dinamiche che governano la società e le scelte delle persone; di evidenziare alcuni falsi miti del marketing e di mostrare come spesso dagli errori siamo giunti a quelle conclusioni che oggi riteniamo ovvie.

Quindi, mettetevi comodi e fatevi ispirare da queste brillanti presentazioni.

Your body language may shape who you are | Amy Cuddy

Questa presentazione del 2012 della psicologa sociale Amy Cuddy è ancora oggi tra le più popolari.

Tutti sappiamo che nella comunicazione e nell’interazione con gli altri il linguaggio non verbale gioca un ruolo importante, sia in situazioni quotidiane sia in contesti professionali: il 90% delle informazioni che raggiungono il nostro cervello provengono dalla comunicazione non verbale e soltanto il 10% da quella verbale.

Di fatto, il linguaggio del corpo influenza il modo in cui gli altri ci percepiscono ma può cambiare anche il modo in cui vediamo noi stessi. Infatti, secondo uno studio condotto da Cuddy, adottare una posizione che ispira solitamente fiducia (come quella con le mani sui fianchi) anche quando non ci sentiamo particolarmente fiduciosi, aumenterebbe la fiducia in noi stessi e ciò potrebbe avere un impatto positivo anche sulle nostre possibilità di successo.

Sebbene studi successivi non siano riusciti a replicare i risultati dell’esperimento condotto da Amy Cuddy, e quindi il dibattito sia tuttora aperto, vale sicuramente la pena assistere a questa presentazione, che offre esempi e spunti davvero interessanti.

How great leaders inspire action | Simon Sinek

“Le persone non comprano quello che fai, comprano il perché lo fai”.

Questa è forse una delle citazioni più famose di Simon Sinek, autore del celeberrimo libro “Partire dal perché: Come tutti i grandi leader sanno ispirare collaboratori e clienti”.

In questa presentazione, Sinek ci spiega proprio la sua scoperta di un modello di comunicazione adottato da tutti i più grandi leader e dalle più importanti organizzazioni, quello che lui chiama il cerchio d’oro. Che parte proprio dallo spiegare il perché viene fatta quella determinata cosa, qual è il motivo, qual è lo scopo, per poi arrivare al ‘come’ e infine al ‘cosa’.

Secondo Sinek, è proprio questo modello comunicativo che spiega il motivo per cui certi leader sanno ispirare il mondo mentre altri falliscono nell’impresa.

How to get your ideas to spread | Seth Godin

Questa presentazione del guru del marketing Seth Godin è del 2003 ma ancora veramente attuale.

Godin ci spiega che per ottenere successo, per causare un vero cambiamento, dobbiamo essere in grado di capire come diffondere la nostra idea. I mass media hanno facilitato questo processo ma tutti sappiamo che questi strumenti non sono più efficaci come un tempo.

Quindi, come fare la differenza oggi? Con un prodotto notevole, promuovendolo non più presso la massa ma presso un target più definito, e nello specifico presso gli otaku, parola giapponese che descrive le persone ossessionate da qualcosa.

What physics taught me about marketing | Dan Cobley

In questa divertente e insolita presentazione, Dan Cobley, che per anni è stato un direttore marketing di Google, utilizza alcune leggi fisiche, come il secondo principio della dinamica di Newton, per spiegare le teorie fondamentali del branding.

Un esempio? Prendiamo proprio il principio newtoniano secondo il quale “la forza è uguale alla massa per l’accelerazione”. Manipolando questa formula, otteniamo che l’accelerazione è uguale alla forza diviso la massa: ciò significa che a un corpo più grande, con una massa maggiore, serve una maggiore forza per cambiare la sua direzione.

Questa formula è applicabile anche ai brand: tanto più grande è un brand, quanta più forza sarà necessaria per cambiare il suo posizionamento. Questo spiega perché è risultato molto difficile per Hoover far capire alle persone che non produce solo aspirapolveri o anche perché multinazionali come Unilever mantengono brand separati.

The hidden influence of social networks | Nicholas Christakis

Tutti abbiamo familiarità con le reti sociali, sia online sia offline. Ma spesso non ci rendiamo conto della reale influenza che queste reti esercitano su di noi e sulle nostre scelte.

A tal proposito, il sociologo Nicholas Christakis apre la sua presentazione con un esempio davvero sorprendente. Nei primi anni 2000 era diventato un trend parlare di “epidemia di obesità”. Per capire se effettivamente l’obesità poteva definirsi un’epidemia, capace di trasmettersi da persona a persona, Christakis conduce uno studio su 2200 persone. Analizzando i dati è emerso che se un nostro amico diventa obeso, il rischio che a nostra volta diventiamo obesi aumenta del 57% nello stesso periodo di tempo.

Le reti sociali giocano quindi un ruolo di fondamentale importanza e in questa interessante presentazione, Christakis ci mostra come la nostra posizione nella rete potrebbe influenzare la nostra vita in modi che nemmeno ci immaginiamo.

Life lessons from an ad man | Rory Sutherland

Quella del pubblicitario Rory Sutherland è probabilmente una delle presentazioni più divertenti, che ci spiega un principio fondamentale: ogni valore è soggettivo.

Pertanto, il cambiamento nel valore percepito può essere tanto importante quanto quello che consideriamo un valore “reale”, solitamente legato alla produzione e alla mano d’opera.

Un caso esemplare presentato da Sutherland su come un marchio ha creato un valore intangibile senza effettivamente modificare il prodotto è quello dei cereali per la colazione Shreddies.

Pubblicizzando “nuovi” Shreddies a forma romboidale anziché quadrata, la percezione del pubblico è cambiata, al punto da pensare di trovarsi davanti a un nuovo prodotto, addirittura più buono e gustoso.

Difficile a credersi? Allora fatevi due risate insieme a Sutherland, che mostra anche i video delle testimonianze delle persone al momento della presentazione e dell’assaggio dei “nuovi” Shreddies.

Choice, happiness and spaghetti sauce | Malcolm Gladwell

Vi siete mai chiesti perché al supermercato sono spesso disponibili diverse varianti di un singolo prodotto? La risposta oggi sorge spontanea: perché i gusti dei consumatori sono diversi.

Ma la verità è che ciò che oggi suona come un’ovvietà, prima non lo era. Lo studio che i marketers fanno delle Buyer Personas, cercando di individuare le tipologie e i bisogni di potenziali acquirenti, non era una pratica diffusa.

Il primo a rendersi conto che i consumatori sono differenti e di conseguenza anche i loro gusti e le loro preferenze, fu il fisico e ricercatore di mercato americano Howard Moskowitz, tra gli anni 70 e 80. Come? Grazie al sugo in scatola.

In questa coinvolgente presentazione, il giornalista e autore best seller Malcolm Gladwell ci racconta proprio la storia di Moskowitz, ampliando la discussione al tema della scelta e anche della felicità.

Why gender-based marketing is bad for business | Gaby Barrios

Penso che ognuno di noi abbia almeno una volta fatto delle ipotesi e tratto conclusioni sulla base del genere del nostro pubblico.

Tuttavia, secondo Gaby Barrios del Boston Consulting Group questo tipo di campagne pubblicitarie basate sul genere, oltre a perpetrare diversi stereotipi, non sono in grado di incontrare davvero le abitudini dei consumatori. Il rischio è quindi di perdere delle effettive opportunità di vendita e di crescita.

Nella sua presentazione, Barrios ci spiega come lei e il suo team siano giunti a questa conclusione dopo aver condotto 200 progetti in 20 paesi nel mondo, anche laddove esistono forti connotazioni di genere.

How we can find ourselves in data | Giorgia Lupi

È l’8 novembre 2016 e negli USA si corrono le presidenziali. I sondaggi via web, i modelli statistici, tutti gli opinionisti erano concordi sul possibile esito delle elezioni, dando per favorita Hillary Clinton. Ma sappiamo tutti com’è andata.

In quel caso, come in tanti altri, i dati ci avevano fuorviato: l’ossessione di ridurre tutto a due semplici percentuali ci ha indotto a semplificare il messaggio comunicato da quei numeri e a dimenticarci che dietro ad essi ci sono storie e vicende umane.

L’invito dell’information designer Giorgia Lupi è quindi quello di considerare i dati come l’inizio di una conversazione e non la fine.

Why videos go viral | Kevin Allocca

Ogni minuto vengono caricati su YouTube l’equivalente di 2 giorni di video (48 ore) ma di questi solo una piccola percentuale diventa virale.

Sul nostro blog avevamo già parlato della scienza dietro il viral marketing e di come creare contenuti di successo e anche in questo caso ritroviamo alcuni concetti già affrontati.

Infatti, Kevin Allocca, Head of Culture & Trends di YouTube, ci presenta in 7 minuti tre ingredienti che partecipano alla viralità di un video: i trendsetter, le comunità partecipative e l’inaspettato.

Hai trovato questi TED Talks interessanti? Qual è il tuo preferito e il più utile per la tua strategia di marketing e comunicazione? Raccontacelo nei commenti 👇 e contattaci per conoscere i nostri servizi di consulenza di marketing e comunicazione!

Published by

Barbara

Dopo la laurea in Mediazione Linguistica e Culturale all'Università degli Studi di Milano, l'interesse e la curiosità verso il mondo digitale mi hanno portato a perseguire una carriera in questo campo e a conseguire un Master di Specializzazione in Digital Marketing. Oggi sono responsabile della definizione e applicazione delle strategie di marketing e comunicazione sia per EOS sia per le riviste ipcm®. Nel tempo libero viaggio, leggo molto e faccio maratone di serie tv. Paese da visitare almeno una volta nella vita: Oman. Libro da leggere tutto d'un fiato: Qualcosa sui Lehman. Serie per il prossimo binge-watching: Mindhunter.

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