Twitter ed Elon Musk: il punto della situazione

Dopo mesi di trattativa, Elon Musk ha finalmente completato l’acquisizione di Twitter. A poche settimane dalla fine della trattativa, l’imprenditore statunitense ha attuato una serie di cambiamenti che, oltre a suscitare parecchie critiche da parte dell’opinione pubblica, stanno rivoluzionando l’organizzazione aziendale e il social network stesso. Approfondiamo tutta la vicenda nel seguente articolo (IN AGGIORNAMENTO).

Il 27 ottobre 2022, Elon Musk ha annunciato di aver concluso ufficialmente l’acquisizione di Twitter dopo mesi di controversa trattativa. Il proprietario di Tesla si era infatti impegnato nell’acquisto del social network dell’uccellino blu per 44 miliardi di dollari nell’aprile scorso, ma poco dopo aveva cambiato idea e tentato di annullare la trattativa (senza pagare la penale di 1 miliardo $) sostenendo che il board di Twitter non avesse adempiuto ai suoi obblighi contrattuali e avesse fornito informazioni false e fuorvianti.

Più precisamente, Musk avrebbe chiesto al consiglio di amministrazione di Twitter di fornire maggiori informazioni sul numero di account fake e spam presenti sulla piattaforma. Una percentuale che secondo i documenti ufficiali di Twitter si attesterebbe circa al 5% del totale degli account attivi sulla piattaforma. Tuttavia, il board ha rifiutato di mostrare una prova di tale dato. Per questo motivo, Musk ha annunciato che non ci sarebbero più state le condizioni sufficienti per procedere all’acquisizione del social media e ha avanzato la sua intenzione di chiudere la trattativa, giustificando che il motivo di tale clamoroso dietrofront sia dovuto proprio all’approccio scorretto di Twitter.

Inizia così una battaglia legale durata parecchi mesi: Twitter ha intentato causa a Musk alla corte del Delaware per costringerlo ad acquistare il social network e a portare a termine il suo investimento da 44 miliardi di dollari. A suo favore, Twitter ha sostenuto che il CEO di Tesla ha firmato il contratto di acquisizione della società e che ha utilizzato la questione degli account spam per venire meno ai suoi impegni. L’incertezza riguardo il futuro di Twitter ha avuto un forte impatto sulla piattaforma stessa: i risultati ottenuti dalla piattaforma nel secondo trimestre dell’anno sono stati più deludenti rispetto a quanto ottenuto in passato e gli inserzionisti hanno ridotto il budget pubblicitario poiché preoccupati delle condizioni macroeconomiche e dell’acquisizione di Musk, dichiaratosi apertamente contrario alla pubblicità e intenzionato ad affievolire i controlli sui contenuti postati. Balenciaga è stato il primo brand a fare il grande passo: cancellare il proprio account Twitter e sospendere qualsiasi budget pubblicitario sulla piattaforma. Un’azione che nelle ultime settimane è stata portata avanti da tantissimi altri brand e personaggi pubblici, schieratisi a favore di mantenere una policy contro fake news, hate speech, tweet complottisti, ecc. in quanto preoccupati che la propria immagine possa ritrovarsi accanto, e essere dunque associata, a tali contenuti.

Il giorno dell’acquisizione di Twitter lo stesso Musk ha però ritrattato sulla questione, dichiarando che: “ovviamente Twitter non può diventare uninferno libero dove si può dire qualsiasi cosa senza conseguenze! Oltre ad aderire alle leggi nazionali, la nostra piattaforma deve essere accogliente per tutti e permettere di scegliere l’esperienza che si desidera in base alle proprie preferenze, nello stesso modo in cui si può scegliere di vedere film o giocare a videogiochi dedicati a fasce d’età diverse”.

Ma facciamo un passo indietro e torniamo al processo. Inizialmente programmato per il 17 ottobre 2022 presso il tribunale del Delaware, la causa che vede coinvolti il consiglio di amministrazione di Twitter ed Elon Musk è stato sospeso a inizio ottobre su richiesta dello stesso Musk. I magistrati hanno dato all’imprenditore dieci giorni di tempo (e quindi fino al 28 ottobre) per chiudere la transazione. Arriviamo così al 27 ottobre, giorno in cui Elon Musk chiude l’accordo al prezzo originario di 44 miliardi di dollari.

Lo stesso giorno, Musk pubblica un tweet in cui dichiara l’intenzione di “liberare l’uccello” e dare vita ad una piattaforma, a suo giudizio, più democratica e aperta a tutti – anche a Donald Trump, bannato in precedenza dal social network dopo alcuni tweet che sembravano legittimare l’attacco a Capitol Hill.

Licenziamenti e dimissioni

A distanza di pochi giorni dall’insediamento di Musk, era trapelata sui media statunitensi la notizia della raffica di licenziamenti in arrivo. Il taglio del personale ha interessato un dipendente su due, e quindi circa 3.700 dipendenti su 7.500, suddivisi in diverse aree dell’azienda, incluse quelle che gestiscono la moderazione dei contenuti sulla piattaforma.

L’azienda si è difesa diramando un comunicato stampa in cui sostiene che il motivo del taglio del personale sia “purtroppo necessario per garantire il successo dell’azienda in futuro”.

Anche la modalità con cui è stato comunicato il licenziamento è stato oggetto di forte critica nei confronti di Musk: i dipendenti avrebbero ricevuto la notizia del licenziamento via email. Coloro che hanno perso il lavoro hanno ricevuto una comunicazione nella loro casella di posta personale, mentre coloro che avrebbero mantenuto il posto di lavoro avrebbero ricevuto una notifica tramite la loro e-mail aziendale. Il 4 novembre, giorno dopo l’invio di tale email, l’azienda ha deciso di chiudere l’ufficio per un giorno interno e di disattivare i badge di accesso di tutti al fine di frenare azioni di protesta. Proteste che però non si sono fatte attendere: appellandosi al tribunale federale di San Francisco, un gruppo di ex dipendenti ha intentato causa contro l’azienda lamentando di non aver ricevuto il preavviso di 60 giorni previsto dalla legge federale sul licenziamento.

Il quotidiano statunitense The Washington Post ha però reso noto, il 18 novembre, che i superstiti in azienda non se la stanno passando affatto bene e non possono dirsi felici e soddisfatti di aver mantenuto il posto di lavoro. Infatti, almeno 1000 dipendenti avrebbero deciso volontariamente di dimettersi a seguito di un ultimatum avanzato dalla direzione di Twitter. Per rientrare dai costi di acquisizione della piattaforma, Musk avrebbe chiesto ai lavoratori di decidere in 24 ore se accettare di “lavorare con grande intensità, per un numero elevato e imprecisato di ore e senza aspettarsi promozioni”. Se contrari a quanto proposto, avrebbero dovuto lasciare l’azienda, ricevendo una buonuscita pari a tre mesi di stipendio. Musk si aspettava di certo che un numero di lavoratori avrebbe abbandonato l’azienda, ma certamente non un numero così elevato. Fra i dipendenti che si sono dimessi in cerca di un posto di lavoro con migliori condizioni e garanzie, vi è una percentuale altissima di ingegneri informatici che si occupavano dei servizi essenziali di Twitter ed esperti nell’intercettazione di notizie e account fake. Con il taglio del personale e l’elevato numero di dimissioni, problemi relativi alla sicurezza della piattaforma sono dietro l’angolo. Secondo un dipendente, Twitter avrebbe meno di una settimana di vita.

Nel frattempo, se da un lato Elon Musk ha chiuso nuovamente gli uffici dell’azienda e disattivato i badge di accesso di tutti i dipendenti per paura di un sabotaggio dall’interno, dall’altro continua a pubblicare meme per sdrammatizzare questa tragica situazione.

Nel frattempo, anche gli utenti stanno manifestando la loro preoccupazione nei confronti del futuro di Twitter, mandando in tendenza #RIPTwitter, #TwitterOFF, ecc.

Account fake e sospensione di Twitter Blue

Le scelte della nuova dirigenza hanno portato Twitter nel caos più totale. La mancanza di ingegneri dedicati alla supervisione e moderazione dei contenuti ha fatto sì che nel giro di poche ore venissero creati moltissimi account fake. Questo problema va ad intaccare anche Twitter Blue, il servizio di abbonamento mensile che offre agli utenti l’accesso esclusivo a funzioni premium (possibilità di personalizzare l’icona dell’app e il tema dell’account, di attivare la modalità di lettura o di creare cartelle di elementi salvati dal profilo, nonché l’accesso anticipato alle funzioni di prova, come la modifica dei tweet).

Pochi giorni dopo il suo arrivo, Musk decise di offrire a tutti gli utenti titolari di un abbonamento di Twitter Blue, il badge di utente verificato – ovvero la famosa spunta blu, che fino a quel momento era riservata soltanto a brand e personaggi famosi, la cui identità veniva verificata dalla piattaforma dopo un iter preciso e che richiede solitamente molto tempo.

Ecco che nel giro di poche ore molti utenti hanno approfittato del badge per impersonare l’identità di aziende e personaggi famosi e diffondere disinformazione. Tra le prime vittime di questo meccanismo vi sono Eli Lilly, azienda farmaceutica che annunciava insulina gratis per tutti, e Lockheed Martin, società attiva nella difesa che proclamava lo stop alla vendita di armi a Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita per la violazione dei diritti umani.

Il tweet con cui un account fake annuncia il fatto che l’insulina sarebbe stata d’ora in poi gratuita.
La risposta e le scuse per quanto accaduto da parte del profilo reale dell’azienda. 
Un altro esempio di un tweet pubblicato da parte di un account fake.

Per ovviare al problema, l’azienda si è trovata a sospendere completamente il servizio di Twitter Blue, non offrendo alcun tipo di servizio premium agli utenti che avevano pagato l’abbonamento mensile di 7,99 dollari. Ora, senza sapere quale sarà il futuro di Twitter e del servizio Twitter Blue, l’azienda ha comunicato che la spunta blu non sarà disponibile per gli account appena creati, che dovranno attendere 90 giorni prima di richiedere la verifica che garantisca l’autenticità della loro identità. Per conoscere ulteriori novità sullo sviluppo di tale vicenda, non ci resta che aspettare il 29 novembre, giorno in cui Musk comunicherà le nuove funzionalità.

Il futuro di Twitter

Fare previsioni sul futuro di Twitter è impossibile. La situazione è molto delicata e continua a cambiare repentinamente. Quello che sicuramente possiamo dare per certo è che agli occhi degli inserzionisti e degli utenti, la nuova gestione sta facendo sì che l’autorità e la credibilità che Twitter si era costruita negli anni diminuisca giorno per giorno. Non ci resta, quindi, che aspettare di vedere come si evolverà la situazione.

E tu quale pensi sarà il futuro di Twitter? Riuscirà a sopravvivere alla rivoluzione di Musk o, come ha dichiarato un dipendente, affonderà a breve? Scrivici nei commenti la tua opinione.

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Ilaria

Fin da piccola le mie scelte scolastiche sono state guidate dalla passione per ciò che volevo fare “da grande”. Mi sono così laureata in lingue e culture moderne all’Università degli Studi di Pavia e ho proseguito il mio percorso universitario studiando editoria e comunicazione presso l’Università degli Studi di Bergamo. Oggi faccio quello che più mi piace: lavoro nel mondo dell’editoria tecnica dedicandomi in particolare ai social media e al marketing digitale presso Eos Mktg&Communication, la casa editrice delle testate internazionali ipcm®. Se dovessi descrivermi in 3 parole in base ai miei hobby ed interessi, direi: globetrotter, shopaholic and motorsport-addicted.

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