6 Digital Marketing Trend 2021 da seguire con attenzione

Se il 2020 è stato l’anno del coronavirus, il 2021 sarà l’anno del consolidamento delle risposte e dei nuovi comportamenti emersi a seguito del diffondersi della pandemia. In questo articolo, vi presentiamo 6 trend di marketing e alcune importanti considerazioni da tenere presenti per impostare un’efficace strategia di marketing nel 2021.

Ogni anno aspettiamo con grande attesa il report globale sul Digitale redatto da We Are Social e Hootsuite.

Un report che possiamo definire la bibbia del marketing digitale, pagine e pagine di statistiche e dati che illustrano il modo in cui le persone nel mondo utilizzano Internet, i social, l’e-commerce.

Il motivo per cui attendiamo con ansia di leggere questo report non è solo perché ci offre una panoramica davvero completa ed esaustiva di tutti i maggiori canali digitali, a livello sia globale sia nazionale, ma anche perché questi dati ci permettono di capire le tendenze che guideranno il marketing digitale nei mesi futuri.

Anche quest’anno le duecentonovantanove pagine del report 2021 non ci hanno deluso.

Di seguito vi presentiamo quelli che, secondo noi, sono i dati più interessanti, dai quali abbiamo estrapolato 6 digital marketing trend e altre considerazioni utili per impostare la nostra strategia di marketing per il 2021.

1) Cambiano i comportamenti di ricerca

Già l’anno scorso, analizzando i trend 2020, era emerso come la ricerca vocale stesse crescendo esponenzialmente.

I dati di quest’anno confermano questa tendenza, con il 45,3% degli utenti di internet che utilizza i comandi vocali per eseguire una ricerca.

Le conseguenze di ciò le avevamo già spiegate ma le ribadiamo: se vogliamo ottenere un buon posizionamento nella SERP, i nostri contenuti dovranno essere sempre di più ottimizzati anche per la ricerca vocale. Come fare? Partiamo con l’utilizzare parole chiave conversazionali, più vicine quindi al linguaggio parlato, e di prossimità, sfruttando quindi la Local SEO; assicuriamoci che il nostro sito si carichi velocemente e che i dati strutturati comunichino ai motori di ricerca le informazioni corrette.

Un altro dato molto interessante da tenere in considerazione è che il 32,9% degli utenti internet utilizza (da mobile) strumenti per il riconoscimento delle immagini, ovvero sistemi di intelligenza artificiale in grado di identificare una determinata immagine e restituire precise informazioni su di essa.

Con il marketing sempre più dominato da elementi visivi l’importanza di questo trend è palese: prescindere dagli strumenti di riconoscimento delle immagini ci priverebbe di una mole di dati importanti circa il comportamento degli utenti.

Infine, dal report emerge come il 44,8% degli utenti ricerchi informazioni sui brand sui social media: la conferma (se avevamo per caso ancora qualche dubbio) di come i social siano ormai un touchpoint fondamentale per qualsiasi attività, da curare, aggiornare, monitorare alla stregua (se non di più) degli altri.

2) Cresce l’uso dei social media ma serve un approccio più strategico

A proposito di social, è interessante notare come, rispetto all’anno scorso, è stata registrata una crescita nel loro uso del 13%, portando il totale degli utenti social a 4,2 miliardi, con una media giornaliera di utilizzo di 2 ore e 23 minuti.

Le piattaforme social più usate al mondo.

Il primo, è che il 40,4% degli utenti internet utilizza i social per questioni lavorative, un dato che include il loro utilizzo per il networking e per seguire contatti di lavoro, imprenditori o uomini d’affare. Un’ulteriore prova di quanto siano fondamentali per il business.

Il secondo dato su cui riflettere è che ogni utente internet ha una media di 8,4 account social. Ciò non significa che siano tutti usati attivamente né che ci sia un utilizzo mensile di tutti gli account. Tuttavia, questo dato ci porta ad una conclusione: una sovrapposizione del pubblico è altamente probabile. Sebbene non dovrebbe essere una sorpresa, è chiaro come i marketers debbano tenere presente questa cosa al momento della pianificazione dei contenuti così come, ancora prima, al momento di scegliere su quali piattaforme essere presenti.

I dati mostrano, infatti, che la presenza di un brand su una o due tra le più grandi piattaforme ci offre la possibilità di raggiungere potenzialmente quasi tutti gli utenti social nel mondo.

Percentuale di utenti tra i 16 e i 64 anni di ogni piattaforma social che utilizza altre piattaforme social.

3) Cresce la preoccupazione sulla privacy e sull’uso dei dati personali

Il 33,1% degli utenti internet nel mondo ha espresso preoccupazioni circa l’uso dei propri dati personali online da parte delle aziende.

Se questo dato vi pare basso, pensate che l’annuncio, a inizio gennaio, di un cambio nelle privacy policy di WhatsApp, che favorirebbe la trasmissione di dati personali a Facebook, ha provocato la fuga di milioni di utenti dall’app di messagistica (a favore di Signal e Telegram, che ne hanno guadagnati rispettivamente 7,5 e 25 milioni nel giro di tre settimane). Questo esodo ha costretto WhatsApp a posticipare l’entrata in vigore dei nuovi termini, prevista inizialmente per l’8 febbraio, e a diffondere una serie di FAQ per fare chiarezza in merito.

Un altro segnale del cambiamento che si sta verificando in materia di privacy arriva da Google, che ha annunciato l’eliminazione dei cookie da terze parti su Chrome entro il 2022. Anche se il pensionamento di tali cookie non metterà fine al tracciamento dei dati personali ma più probabilmente ne cambierà le modalità, è chiaro che questa decisione è il segnale di un sempre più diffuso impegno da parte delle piattaforme verso una maggiore trasparenza nell’utilizzo dei dati personali.

Tutto ciò provocherà cambiamenti significativi nelle tecnologie di digital advertising già a partire da quest’anno, con le piattaforme di programmatic advertising che dovranno reinventarsi sulla base delle nuove regole.

È altrettanto chiaro che questa maggiore trasparenza in materia di trattamento dei dati sarà richiesta anche alle aziende e a chiunque faccia business online.

4) Continua la scalata del mobile ma attenzione a non abbandonare le strategie multi-device

Con 4,3 miliardi di utenti che accedono a internet da dispositivi mobili (praticamente oltre il 90% del totale degli utenti di internet), è chiaro che il futuro della navigazione è su mobile.

Ce lo fa intendere chiaramente anche Google, che ha annunciato che da marzo 2021 sarà attivo il nuovo aggiornamento Mobile Indexing First che in pratica farà sparire dalla SERP tutti i contenuti ottimizzati solo per desktop. In poche parole, dovremo garantire la stessa esperienza qualitativa sia a chi naviga da desktop sia a chi naviga da mobile. 

Ma attenzione a dare per spacciati gli altri device di navigazione: se è vero che i telefoni cellulari detengono una quota del 52.8% del tempo speso online dagli utenti, è altrettanto chiaro che gli altri dispositivi ricoprono ancora un ruolo importante, soprattutto i computer. Pertanto, escluderli dalle nostre strategie di marketing sarebbe un errore. 

La quota del totale di pagine web servite ai web browsers di ogni dispositivo.

5) L’e-commerce cresce e abbraccia tutte le generazioni

Lockdown forzati e difficoltà negli spostamenti hanno dato un forte slancio all’e-commerce: secondo i dati di Global Web Index, il 90,4% degli utenti ha visitato un sito di vendita online nel mese precedente e il 76,8% ha effettuato un acquisto.

Tuttavia, non tutte le categorie hanno registrato eguali performance. Infatti, se guardiamo alla crescita annua delle categorie, troviamo in netta ascesa il settore Food & Personal Care (+41%) e Fashion & Beauty (+27%) mentre il settore Travel, Mobily & Accomodation, che di solito si aggiudica la quota maggiore di entrate, ha registrato, prevedibilmente, un -51%.

Crescita annua del totale speso nel mondo nel 2020 (USD) nelle categorie di consumo e-commerce.

Analizzando poi più a fondo i dati, essi ci confermano altri due trend che avevamo incontrato parlando di social media trend 2021: la crescita della categoria gaming e il ruolo importante giocato dai Baby Boomers nelle dinamiche di acquisto.

Non solo gli utenti internet della generazione Baby Boomers sono solo marginalmente meno propensi all’utilizzo di e-commerce rispetto alle altre generazioni più giovani ma sono anche molto attivi nel giocare ai video game, un settore che ha registrato una forte crescita, con l’86,9% degli utenti internet che ci gioca regolarmente, facendo registrare alla categoria e-commerce un +23%.

Percentuale degli utenti internet globali che ha comprato qualcosa online attraverso un qualsiasi dispositivo nel mese precedente.
Percentuale di utenti internet tra i 16 e i 64 anni che gioca con i video games su un qualsiasi dispositivo.

Come già discusso quindi, questi dati ci confermano una serie di opportunità che i marketers dovranno saper cogliere: l’inclusione della spesso snobbata categoria dei Baby Boomers nelle strategie di comunicazione e la creazione di nuovi formati di engagement vicini al mondo del gaming.

6) Continua l’ascesa dei podcast

Arrivati a questo punto verrebbe da chiedersi: ma cosa facciamo esattamente online, oltre a comprare cibo e vestiti o giocare ai video game? Quali sono i contenuti che consumiamo di più?

Rispetto al 2020 non ci sono grandi sorprese: il 90,6% degli utenti di internet guarda video, il 73,2% ascolta musica in streaming.

Il dato che ha registrato un aumento è quello relativo alla fruizione dei podcast, che passa dal 41% al 44,1%, confermando il trend in crescita di questo formato. Secondo uno studio di Edison Research e Triton Digital, solo negli USA gli ascoltatori di podcast sono cresciuti del 37,5% in 3 anni.

Questi dati aprono quindi nuove prospettive per i marketers, che possono aggiungere questo formato ai contenuti da offrire alla propria audience per comunicare il proprio brand, i propri prodotti ma anche per offrire un punto di vista autorevole nel proprio campo.

Tirando le somme

Se il 2020 è stato l’anno del coronavirus, il 2021 sarà l’anno del consolidamento delle risposte e dei nuovi comportamenti emersi a seguito del diffondersi della pandemia.

A livello digitale, ciò significa non solo prendere atto delle nuove dinamiche di utilizzo degli strumenti digitali da parte degli utenti che abbiamo analizzato in questo articolo ma anche prepararsi ad accettare che tanti di questi cambiamenti saranno duraturi.

Molte aziende adotteranno un sistema di lavoro più flessibile, nel quale lo smart working rimarrà un’opzione valida e spesso preferita. Ciò comporterà innovazioni in termini di prodotti e servizi per supportare chi lavora da remoto, soprattutto a livello di comunicazione e team building.

La pandemia di coronavirus ha anche acuito un problema già ben noto: la diffusione capillare di disinformazione e fake news, che preoccupa il 56,4% degli utenti online. Sebbene gran parte delle piattaforme digitali siano già entrate in azione, continueremo ad aspettarci una risposta forte per contrastare la disinformazione.

Nel quadro di incertezza diffusa generata dalla pandemia, alcuni settori hanno catalizzato l’attenzione del grande pubblico: la sanità, la finanza e l’istruzione. Aspettiamoci che questi settori continuino ad offrire soluzioni e servizi innovativi per fare fronte alle nuove esigenze in termini di benessere fisico e mentale, assicurazioni ed educazione a distanza.

Infine, in un panorama digitale sempre più politicizzato, che ha scoperchiato il vaso di pandora sui problemi etici legati alla privacy, i dati, la comunicazione e la libertà di parola online, ci avvinciamo sempre di più alla resa dei conti tra governi e i Big Tech come Google, Facebook e Amazon in materia di normative antitrust. Come scrive l’autore del Digital 2021 report Simon Kemp, la vera domanda in questo caso è se i Big Tech aspetteranno che siano i governi a fare la prima mossa o se li batteranno sul tempo, modificando la rotta alle proprie condizioni.

Cosa ne pensi di questi digital trend? Scrivicelo nei commenti e contattaci per conoscere i nostri servizi di comunicazione e marketing.

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Barbara

Dopo la laurea in Mediazione Linguistica e Culturale all'Università degli Studi di Milano, l'interesse e la curiosità verso il mondo digitale mi hanno portato a perseguire una carriera in questo campo e a conseguire un Master di Specializzazione in Digital Marketing. Oggi sono responsabile della definizione e applicazione delle strategie di marketing e comunicazione sia per EOS sia per le riviste ipcm®. Nel tempo libero viaggio, leggo molto e faccio maratone di serie tv. Paese da visitare almeno una volta nella vita: Oman. Libro da leggere tutto d'un fiato: Qualcosa sui Lehman. Serie per il prossimo binge-watching: Mindhunter.

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