Come e perché fare Personal Branding su LinkedIn

Definire e comunicare i nostri punti di forza e ciò che ci contraddistingue sia a livello professionale sia a livello personale può rivelarsi un vantaggio competitivo importante nel mondo del business. Per fare ciò nei migliori dei modi, è importante creare un Personal Brand che racchiuda le qualità, le competenze e i valori che ci caratterizzano, comunicandolo adeguatamente. In questo articolo vediamo come costruire il proprio Personal Brand, analizzando più nel dettaglio i vantaggi che può portare, a partire da uno degli strumenti professionali per eccellenza: LinkedIn. 

Il Personal Branding si compone di tutte le qualità, competenze, idee, valori e caratteristiche che ci contraddistinguono, rendendoci unici e riconoscibili dal nostro pubblico. Attraverso il Personal Branding costruiamo la nostra immagine e decidiamo cosa e in che modo comunicare. Il nostro personal brand rappresenta l’unione di come ci vediamo noi e di come vogliamo che gli altri ci percepiscano.

In realtà molto spesso si tratta di un esercizio quasi inconscio: molti di noi utilizzano i propri profili social in un determinato modo, postando principalmente una certa tipologia di contenuti (selfie, paesaggi, architettura, post comici…). In questo modo, seguendo il nostro gusto o mostrando i nostri interessi, stiamo di fatto comunicando noi stessi.

Quando questo esercizio diventa conscio e orientato a raggiungere determinati obiettivi, allora possiamo dire di star costruendo il nostro personal brand. Ed è possibile farlo attraverso molteplici canali, dai social al sito web, per creare diversi punti di contatto, alla stregua di ciò che faremmo per promuovere un brand aziendale. Di fatto, fare personal branding significa applicare certe dinamiche del marketing a sé stessi, similarmente a ciò che faremmo per un’azienda.

Nell’articolo di oggi vorrei soffermarmi in particolare su come costruire il proprio personal brand su LinkedIn, uno strumento tanto immediato e semplice da usare quanto potente e indispensabile soprattutto per la propria carriera. Forse, lo strumento di Personal Branding professionale per eccellenza.

Prima di addentrarci però nelle specifiche di come fare Personal Branding su LinkedIn, vediamo esattamente perché è così importante.

Perché il Personal Branding è importante

Sul mercato ci siamo noi e altri milioni di persone, che contano competenze ed esperienze tra le più disparate. Emergere in un mercato così competitivo è diventato sempre più difficile, soprattutto quando si parla di opportunità di lavoro.

È proprio in questo contesto che entra in gioco il nostro brand personale: saper comunicare efficacemente la nostra identità e cosa ci distingue dagli altri può aiutarci ad attirare l’attenzione del nostro target, creare nuovi contatti e generare fiducia e un senso di familiarità in chi ci segue.

Una strategia mirata di Personal Branding, in linea con le nostre competenze e il nostro settore di appartenenza, può anche aiutarci a emergere come esperto di settore e ottenere così riconoscimenti e opportunità che altrimenti potrebbero sfuggirci.

Chiaramente, conditio sine qua non di tutto questo è essere, trasparenti, onesti, competenti e conoscere veramente ciò di cui parliamo: fare Personal Branding non significa costruire un’immagine fittizia di sé, quanto far emergere la nostra personalità e le nostre competenze nel migliore dei modi.

Vediamo ora come creare il nostro personal brand.

Come costruire il proprio personal brand su LinkedIn

Individua obiettivi e target

Come per ogni strategia di marketing che si rispetti, capire a chi vogliamo rivolgerci è il primo passo da compiere per costruire il nostro personal brand.

Per individuare il target dobbiamo chiederci cosa vogliamo ottenere dal nostro profilo: visibilità presso i recruiter? Una rete di contatti di esperti di settore? Potenziali clienti a cui offrire la nostra consulenza come professionisti nel nostro campo?

In base agli obiettivi, e conseguentemente al target, dovremo decidere come impostare il nostro tone of voice (quindi come parlare sul web) e quali contenuti condividere.

Decidi i contenuti

Spesso, fare personal branding significa fare content marketing. E fare content marketing significa ispirare, informare e intrattenere il nostro pubblico.

I canali attraverso cui farlo sono molteplici: social media, sito web, newsletter. Nel caso specifico di LinkedIn, significa produrre una serie di contenuti (video, immagini, infografiche, caroselli, testi…) che si sposino con i nostri obiettivi ma che tengano conto anche del tipo di social media che è LinkedIn: un network professionale. Cerchiamo quindi di creare contenuti in linea non solo con il nostro tone of voice ma anche con quello del social atto ad ospitarli. Prendere posizioni politiche, ad esempio, potrebbe risultare controproducente rispetto agli obiettivi e al target a cui ci stiamo rivolgendo.

Un’altra cosa da fare è pianificare i contenuti in termini di focus e cadenza, in modo tale da postare con regolarità e centrando l’obiettivo di ispirare, informare e intrattenere il nostro pubblico.

Crea un profilo completo

Un profilo curato su LinkedIn equivale ad un bel biglietto da visita che contiene tutte le principali informazioni su di noi. LinkedIn ci dà modo di personalizzarlo ampiamente, attraverso sezioni e allegati, spazi in cui scrivere di noi e foto: non facciamoci prendere dalla pigrizia e sfruttiamo questa opportunità, compilando ogni sezione adeguatamente.

Prima di vedere le sezioni a nostra disposizione più da vicino, vale la pena citare due regole da tenere a mente al momento della compilazione del nostro profilo: evitiamo di utilizzare le solite buzzword e ricordiamoci di mantenere un tono professionale ma diretto, senza troppi giri di parole o concetti astratti.

Foto profilo, immagine di copertina e riassunto

Per prima cosa scegliamo una foto professionale ma non per forza seriosa. Per intenderci, niente foto al mare o con gli occhiali da sole, ma nemmeno foto da carta d’identità. 

Carichiamo poi una foto di copertina che ci rappresenti. Molti decidono di dedicare questo spazio all’azienda per cui stanno lavorando in quel momento; altri usano foto, citazioni o immagini rappresentative dei propri interessi. Qualsiasi cosa decidiamo di fare, non lasciamo vuoto questo spazio: è un ulteriore tassello che dice qualcosa di più su di noi.

Sempre nella parte alta del profilo, c’è uno spazio atto ad ospitare del testo, chiamato Informazioni o riassunto: sfruttiamolo come una specie di lettera di presentazione, per raccontare qualcosa di più su noi stessi e le nostre esperienze. Non deve però essere un semplice riassunto di ciò che di fatto gli utenti possono trovare poco sotto, ovvero esperienze lavorative e scolastiche. Cerchiamo di raccontare la nostra essenza: personal branding significa anche far trasparire le proprie idee, i propri valori e i propri interessi al di fuori del mondo del lavoro, perché sono parte della nostra identità e aiuteranno le persone a farsi un’idea più chiara su di noi.

Il profilo LinkedIn di Bill Gates.

L’headline

Anche l’headline gioca un ruolo fondamentale. Sotto il nostro nome, infatti, è sempre visibile una parte testuale che possiamo compilare a nostro piacimento: c’è chi la sfrutta per ribadire la propria attuale posizione lavorativa; chi le proprie competenze; chi invece dà libero sfogo alla fantasia per descrivere chi è e cosa fa. Molti consigliano di essere originali. Io vi consiglio di essere voi stessi: a volte, a furia di calcare sull’originalità, si leggono descrizioni alquanto ridicole. Meglio scrivere la nostra headline sulla base del tono di voce della nostra comunicazione e del nostro brand.

Di seguito troverete tre esempi di headline, a partire da una più neutra per finire con una più creativa.

Esperienze lavorative e accademiche

Dopo questa prima parte, possiamo addentrarci nella compilazione delle esperienze lavorative e del percorso accademico. Se abbiamo alle spalle diverse esperienze lavorative è bene scriverle tutte, anche se il mio consiglio (laddove davvero si ha una carriera ventennale alle spalle con diversi cambi di lavoro) è quello di concentrarsi sulle ultime esperienze, magari quelle più pertinenti al ruolo e settore di cui ci occupiamo ora. Detto questo, anche esperienze passate, a prima vista irrilevanti rispetto a ciò che facciamo ora, potrebbero rivelarsi utili a far capire chi siamo e come ci siamo formati, sia lavorativamente sia personalmente, soprattutto a coloro che sanno leggere tra le righe e non si fermano al mero elenco di competenze. Quindi valutiamo, come sempre, in base a ciò che vogliamo comunicare di noi: se saremo onesti e trasparenti, e in grado di mettere in luce la nostra essenza, non incorreremo in nessun rischio.

Competenze e referenze

Un’altra sezione importante è quella delle competenze: LinkedIn ci permette di inserire un elenco di competenze che ci contraddistinguono professionalmente. Per alcune di esse possiamo anche sostenere un mini test direttamente su LinkedIn e ottenere così un badge di riconoscimento della competenza. Le competenze possono anche essere confermate dai nostri collegamenti.

Oltre a confermare le competenze, i nostri collegamenti possono anche scrivere una referenza sul nostro profilo. Noi stessi possiamo richiederla a qualcuno dei nostri collegamenti attraverso l’apposito form accessibile cliccando su “Aggiungi una sezione”.

Modalità speciali

A livello lavorativo, possiamo decidere di mostrare se siamo disponibili a lavorare e decidere se aggiungere un frame speciale a tal proposito sulla nostra foto profilo, che sarà così più visibile ai recruiter.

Al tempo stesso, se siamo dei recruiter potremo mostrare che stiamo facendo selezione. Per farlo dovremo essere super admin di una pagina aziendale o essere impiegati da quell’azienda. Anche in questo caso, possiamo attivare un frame apposito per la nostra foto profilo.

Se vogliamo invece mettere a frutto la nostra esperienza, possiamo mettere in mostra i servizi professionali che offriamo. LinkedIn creerà una vera e propria pagina dedicata ai nostri servizi, che potremo utilizzare per gestire i progetti in corso e che i nostri clienti potranno sfruttare per lasciare una recensione. 

Altre sezioni a nostra disposizione

Oltre alle informazioni di base relative a esperienza lavorativa e percorso accademico, LinkedIn ci permette di inserire anche una serie di altre sezioni atte ad ospitare eventuali informazioni su brevetti, pubblicazioni, lingue parlate, cause sociali che abbiamo sostenuto, progetti a cui abbiamo lavorato, organizzazioni di cui facciamo parte. Tutte potenziali informazioni che possono completare il nostro profilo da un punto di vista più personale.

Infine, una menzione speciale va ad una funzione importante e un po’ nascosta: la personalizzazione dell’URL. LinkedIn ci permette, infatti, di creare un URL personalizzato del profilo di una lunghezza compresa tra 3 e 100 caratteri. LinkedIn stesso ne consiglia la personalizzazione con il proprio nome o con un nome associabile al proprio brand, in modo da rendere l’URL più riconoscibile e facilmente condivisibile. Sembrerà un dettaglio ma avere un URL come linkedin.com/in/tuonome è sicuramente più efficace, in termini di branding, rispetto a un URL generata a caso.

Costruisci una rete di contatti

Arrivati a questo punto dovremmo aver costruito il nostro personal brand in base ad obiettivi e target, deciso quali contenuti proporre e preparato un profilo chiaro ed efficace dal quale traspaia sia la nostra esperienza sia la nostra personalità.

Non ci resta quindi che iniziare a fare networking, invitando le persone che rientrano nel nostro target, potenziali investitori ma anche colleghi o utenti con i nostri stessi interessi, a collegarsi. Non solo, possiamo anche entrare a far parte di gruppi di settore: un altro strumento spesso sottovalutato che ci permette di proporre i nostri contenuti a una cerchia più ristretta di persone interessate ad un determinato argomento, intavolare discussioni e dibattiti.

Interagisci e crea relazioni

Non basta però collegarsi con le altre persone e badare al nostro orticello, pubblicando contenuti. Uno dei modi migliori per trovare nuove opportunità di business e tessere relazioni durature e fruttuose è quello di interagire con la nostra rete attraverso commenti, like, condivisioni, e partecipare attivamente alle discussioni.

Tirando le somme

LinkedIn è uno degli strumenti più efficaci attraverso il quale promuovere il nostro personal brand e quindi noi stessi, e ci mette di fatto a disposizione una serie di funzionalità create per permetterci di fare proprio ciò.

In quanto social, per quanto professionale, LinkedIn ci permette di uscire dagli schemi più rigidi di un CV per accompagnare alle nostre esperienze lavorative ed accademiche informazioni più personali, che facciano emergere la nostra personalità.

Tutto ciò è molto importante per chiunque voglia fare business: in fin dei conti, quando si fa un colloquio non si valuta mai un candidato solo sulla base di ciò che ha fatto ma si cerca di carpirne anche la personalità.

Sfruttando quindi LinkedIn come uno dei nostri strumenti di Personal Branding potremo raggiungere il nostro target e promuoverci efficacemente.

Quali altri strumenti pensi siano tra i più efficaci per fare Personal Branding? Raccontacelo nei commenti e contattaci per conoscere da vicino i nostri servizi di consulenza di marketing e comunicazione.

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Barbara

Dopo la laurea in Mediazione Linguistica e Culturale all'Università degli Studi di Milano, l'interesse e la curiosità verso il mondo digitale mi hanno portato a perseguire una carriera in questo campo e a conseguire un Master di Specializzazione in Digital Marketing. Oggi sono responsabile della definizione e applicazione delle strategie di marketing e comunicazione sia per EOS sia per le riviste ipcm®. Nel tempo libero viaggio, leggo molto e faccio maratone di serie tv. Paese da visitare almeno una volta nella vita: Oman. Libro da leggere tutto d'un fiato: Qualcosa sui Lehman. Serie per il prossimo binge-watching: Mr. Robot.

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