Link Building: cosa significa e come attuarla

È ormai risaputo che Google e gli altri motori di ricerca utilizzano svariati fattori al fine di posizionare nel migliore dei modi un sito internet all’interno dei risultati di ricerca. Uno di questi fattori sono i link in entrata, detti anche backlink, ovvero dei collegamenti ospitati su un sito web che rimandano direttamente a un’altra pagina. Pertanto, è fondamentale ottenerne tanti e di ottima qualità. Per far ciò si attuano diverse strategie di link building. La link building può sembrare inizialmente complicata da capire e ancora più da attuare, ma questo articolo spiegherà nel dettaglio cosa sia la link building, come implementare le diverse strategie al meglio e come evitare di danneggiare il proprio sito web.

Un link è un collegamento tra due pagine su internet. Questi collegamenti, che possono essere interni (quindi rimandare a pagine dello stesso sito) o esterni (che rimandano a pagine su altri siti internet), aiutano gli utenti a viaggiare da una pagina web all’altra e gli algoritmi a classificare i contenuti. Per questo motivo, un sito web che non contiene link è praticamente inesistente per Google.

I link sono quindi considerati la moneta di scambio di internet. I siti web che ne contengono molti sono etichettati come autorevoli dai motori di ricerca e ottengono dei posizionamenti migliori. Al contrario, i siti che non ne hanno, ne hanno troppi o che contengono link fraudolenti sono penalizzai dall’algoritmo di Google. Andrey Lipattsev, partner development manager di Google, ha recentemente dichiarato che i link sono tra i tre fattori più importanti per il posizionamento, in quanto permettono di identificare le pagine relative a uno specifico tema e categorizzare il sito.
Di conseguenza, se vuoi che il tuo sito sia posizionato in alto nelle ricerche e che venga ritenuto affidabile, avrai bisogno sia di inserire link nel tuo sito, sia che altri siti inseriscano link che rimandino al tuo.

È qui che entra in gioco la link building. Se hai appena iniziato ad affacciarti al mondo della SEO e dei siti internet, questa attività potrebbe sembrarti molto complicata, ma in questo articolo vedremo insieme come attuare una vera e propria strategia di link building (unitamente ad altre tecniche SEO) e come identificare le varie tipologie di link, sia quelle utili per il sito che quelle potenzialmente dannose.

Definizione del termine Link Building

Partiamo con il definire cosa sia esattamente la link building. Il termine link building in realtà non è molto preciso e non va tradotto letteralmente, in quanto non si riferisce alla costruzione vera e propria di link, quanto più a una serie di attività per attrarre dei collegamenti ipertestuali: link building si riferisce infatti a tutte quelle azioni, strategie e tattiche per incrementare la quantità e la qualità dei link in entrata (backlink) verso un sito web al fine di migliorare il posizionamento del sito all’interno della SERP (Search Engine Results Page), ovvero la pagina che visualizzano gli utenti quando compiono una ricerca tramite Google (oppure un qualsiasi altro motore di ricerca). Ciò permette di ottenere maggiore visibilità, autorevolezza e traffico verso il proprio sito, quindi maggiori opportunità di conversione e di raggiungimento degli obiettivi prefissati. Avere il proprio sito elencato nella prima pagina dei risultati di ricerca è fondamentale, perché raramente gli utenti consultano anche le pagine successive.

Esempio di SERP
SERP della ricerca “promuovere azienda linkedin”. Attuare delle strategie di link building fa sì che il sito sia al primo posto, sopra ad altri che trattano dello stesso argomento. In questo addirittura come Featured Snippet.

Google attua un’attività di crawling, ovvero scansiona (tramite crawler, spider o bot) tutte le pagine presenti nei siti web alla ricerca di link, li analizza e costruisce una serie di collegamenti e relazioni tra le pagine che trattano di un determinato argomento, in modo da categorizzarle al meglio. Se si è un grande brand, oppure un’attività giù avviata e riconosciuta nel tempo, ottenere dei backlink è molto facile e quasi naturale. Ma se si è agli inizi, bisognerà affrontare un processo graduale che permetta a Google (o agli altri algoritmi dei vari motori di ricerca) di indicizzare il sito web al meglio. Nel prossimo paragrafo saranno elencate le migliori attività per una strategia di link building che possa portare a risultati di qualità.

Strategie di Link Building

Le strategie di link building rientrano nel più ampio concetto di tecniche SEO per generare più traffico sul proprio sito internet, aumentare la visibilità dei propri contenuti e quindi permettere una maggiore awareness del brand. La prima mossa da fare è ovviamente quella di creare contenuti di valore e rilevanti per il settore in cui si opera. Specializzarsi in una nicchia di mercato specifica permette inoltre di essere categorizzati al meglio e di non essere messi in competizione con altri siti più generici e grandi. Questo porterà col tempo alla creazione di una community online e a essere riconosciuti come fonte autorevole, ottenendo quindi backlink da parte di altri siti. È una pratica lunga e faticosa, ma che permetterà di ottenere ottimi risultati. Ci sono però altre partiche che possono essere attuate al fine di ottenere gratuitamente dei backlink. Vediamole insieme:

  • Creazione di contenuti anche su altri siti/piattaforme: se l’attività è rilevante, si potrebbe creare una pagina su Wikipedia oppure pubblicare anche su dei blog (che dovrebbero essere ben indicizzati e con una buona reputazione) sotto forma di ospiti. Maggiore è la rilevanza del sito ospitante, maggiori saranno i risultati, sia per te che per l’ospitante. È importante però realizzare un contenuto che sia effettivamente di valore, altrimenti potrebbe essere percepito come una banale pubblicità.
  • Partecipare attivamente e in maniera utile nei gruppi settoriali (forum, blog, pagine web), in modo da portare interesse verso di sé e, di conseguenza, il proprio sito. Non inviare però commenti troppo generici o con il solo obiettivo di inserire un link verso la tua pagina: verrebbero catalogati come nofollow (vedremo la loro caratteristica in seguito) nel migliore dei casi, se non addirittura spam. Oltre a far spazientire il proprietario del blog/sito e fare una brutta figura.
  • Apertura dei profili social relativi all’azienda/pagina web. Oltre ad essere molto utili per quanto riguarda la brand awareness e le potenziali attività di social media marketing, gli account sui social network permettono di inserire dei link al tuo sito e di condividere i suoi contenuti. Ricorda però che gestire delle pagine sui social richiede tempo e che lasciarle inutilizzate potrebbe arrecare un danno di immagine. È sempre meglio avere pochi profili ma ottimizzati in base al tipo di social (e sui social dove si trova il tuo pubblico) che molti ma abbandonati.
Backlink al sito di Eos contenuto sulla pagina Facebook
Backlink al sito di Eos contenuto sulla pagina Facebook.
  • Inserimento di backlink all’interno di directory che hanno molta visibilità e che generano tanto traffico. Anche in questo caso, è importante che la directory sia in tema con i contenuti pubblicati sulla web page.
  • Un’altra possibilità, simile alla precedente, è quella di contattare gli amministratori di altre pagine e chiedere di inserire backlink che rimandino al proprio sito, magari offrendo la stessa cosa in cambio. Anche in questo caso, è meglio cercare solo siti in target.
  • Un ulteriore consiglio è quello di osservare, tramiti appositi strumenti come Ahrefs o Semrush, dove sono inseriti i backlink dei propri diretti competitor. Se sono inseriti in una directory, dovresti aggiungerti anche tu. Se invece hanno pubblicato un guest post, prova a proporlo anche tu.
  • Infine, un’ultima strategia è quella della sostituzione dei broken link (ovvero gli errori 404 legati a pagine di un sito che non sono più online). Una volta individuati questi collegamenti interrotti su un sito web, si redige un contenuto inerente a quell’argomento e si contatta il proprietario del sito per chiedere di reindirizzare quel broken link al proprio contenuto.
Esempio di pagina con il messaggio di errore 404 – collegamento interrotto
Esempio di pagina con il messaggio di errore 404 – collegamento interrotto.

Oltre alle strategie di link building che sono state appena elencate, ci sono altre tecniche che si uniscono alle tecniche SEO on-page, eccole di seguito:

  • La posizione migliore per i propri link su altri siti è all’inizio del testo e, possibilmente, prima di altri link. Questa posizione dovrebbe però essere naturale all’interno del testo, non forzata.
  • Avere il proprio link inserito in una pagina che ne contiene molti altri potrebbe essere dannoso, oltre che poco producente in termini di click effettivi sul link.
  • I backlink possono anche essere contenuti all’interno di CTA (Call-to-Action) come ad esempio “clicca qui” o “vai al sito”, ma possono anche essere direttamente il link esteso come https://eosmarketing.it. Tuttavia, avere un anchor text ben strutturato sarebbe meglio (spiegheremo a breve perché).
  • Un’altra strategia per inserire dei backlink su un contenuto esterno al proprio sito è quello di inserirli in delle immagini in alta definizione e con una descrizione pertinente.

Link dofollow e nofollow

I link scansionati dai motori di ricerca sono solitamente suddivisi in due macro-categorie: link dofollow e link nofollow. Mentre i primi sono link tracciabili e indicizzabili ai fini delle analisi e categorizzazioni operate dagli algoritmi (quindi utili per posizionarsi nella SERP), i secondi non sono considerati dai motori di ricerca. Per far sì che un link sia nofollow, basta aggiungere l’attributo rel=nofollow, un tag da inserire nel codice HTML del testo. Sebbene questo tipo di link non sia utile per quanto riguarda le attività di link building, possiede comunque delle potenzialità che non andrebbero sottovalutate. Mantenendo intatta la propria funzione di collegamento ipertestuale, un link nofollow porta comunque traffico verso il sito di destinazione e può quindi essere utile averlo inserito su altri siti internet, sia appunto per generare traffico di utenti che per costruire della brand awareness. Vi consigliamo di chiedere che questo attributo venga assegnato ai vostri link se deciderete comunque di inserirli su piattaforme che trattano argomenti diversi dal vostro o di cui non conoscete l’affidabilità: così facendo otterrete comunque del traffico verso il vostro sito senza però rischiare di essere penalizzati.

Black Hat: come non andrebbe fatta la link building

Ogni tentativo di manipolare la posizione del proprio (o altrui) sito web sui motori di ricerca è una violazione delle norme stabilite da Google e porta a delle penalizzazioni. Sebbene esistano molti modi per cercare di “fregare” l’algoritmo, queste tecniche (chiamate in gergo black hat, in contrapposizione alle white hat, ovvero le pratiche consigliate) possono anche essere fruttuose nel breve periodo, ma prima o poi avranno conseguenze molto dannose. È quindi sconsigliato cercare di ottenere dei backlink in maniera fraudolenta, come ad esempio tramite link farm – delle attività dove un gruppo di siti si linka manualmente o automaticamente a vicenda in maniera continua – oppure una strutturazione a più livelli che però rimanda sempre allo stesso link.

Allo stesso modo, è sconsigliato acquistare dei backlink. Oltre ad essere una pratica vietata da Google, l’acquisto di backlink è inoltre problematico per una vasta serie di motivi:

– Molto spesso il valore economico richiesto è eccessivamente alto rispetto ai benefici che il backlink potrebbe portare.
– Non c’è alcuna garanzia che i backlink siano funzionanti o che non saranno rimossi dopo poco tempo, per fare spazio ad altri link.
– Se il sito web su cui sono inseriti i backlink non è affidabile, il ranking della tua pagina potrebbe essere penalizzato.

Bisogna quindi prestare molta attenzione se si sceglie comunque di affidarsi a questa strategia.

Come calcolare la qualità dei link

Come ormai avrai ben capito, i backlink sono essenziali. Questo però non vuol dire che bisogna solo focalizzarsi sulla quantità, ma anche sulla qualità. Ma quindi quanti backlink sono necessari? E come fare a calcolare la qualità dei vari backlink?

Per entrambe le domande, purtroppo non è possibile dare una risposta precisa. Più alto è il numero di backlink di valore, meglio è. Lo stesso discorso vale per la qualità dei link: non esiste una formula per calcolare la percentuale di qualità, ma si possono prendere in considerazione diversi fattori. Più il link li rispetta, maggiore sarà la sua qualità.

Rilevanza dell’anchor text: Il testo di ancoraggio (la porzione di testo cliccabile e che contiene il backlink) determina se l’indirizzo di destinazione è pertinente. Avere un anchor text pertinente con quanto detto nel sito ospitante, nel testo di ancoraggio stesso e nel contenuto inerente al link permette di aumentarne la qualità. Questo non vuol dire però che bisogna totalmente evitare anchor text con CTA come quelli mostrati in precedenza (“Clicca qui”), ma sarebbe meglio usarli con parsimonia.
Posizione: La posizione del link in un sito web ne aumenta la qualità, soprattutto se si trova nel corpo centrale e principale di una pagina (anche per questione di SEO). In maniera minore sono comunque utili i link che si trovano nelle barre laterali e infine quelli che sono posizionati nell’header e nel footer.
Autorità della pagina ospitante: Il sistema PageRank di Google attribuisce molta qualità ai link ospitati su pagine web autorevoli. È perciò molto utile verificare la Page Rank (la classificazione della pagina) e la Domain Authority (l’affidabilità del dominio) della pagina che ospita un backlink. Ci sono diversi tool gratuiti che ti permettono di eseguire questi controlli, tra cui PRChecker o il Website Authority Checker di ahrefs.

Riassumendo

Posizionarsi nelle prime posizioni della SERP è essenziale per qualsiasi attività e brand. Le strategie di link building permettono di soddisfare questa necessità, aumentando la quantità e la qualità dei backlink: i backlink che provengono da pagine autorevoli e pertinenti permettono, infatti, sia di aumentare il traffico verso il sito internet di destinazione sia di migliorarne il posizionamento. Al contrario, i link contenuti su siti web aperti da poco avranno poco effetto, mentre quelli gestiti da pagine fraudolente possono addirittura danneggiare il sito di destinazione.

Speriamo che questo articolo ti possa tornare utile per la tua strategia di link building ma tieni bene a mente, la regola d’oro è provare, testare e perseverare!

Facci sapere qui nei commenti come sta andando la tua strategia di link building o se hai delle dritte che vuoi condividere con noi. Se invece sei ancora alle prime armi, contattaci per conoscere da vicino i nostri servizi di marketing e comunicazione!

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Gabriele

Da sempre appassionato di marketing, ho conseguito una laurea in scienze linguistiche per i media e la comunicazione all'Università Cattolica di Milano e mi sono poi trasferito in Scozia per un MSc in Media Management. Grazie ai miei studi, ho la fortuna di fare il lavoro che ho sempre desiderato: mi occupo infatti di comunicazione per EOS e le riviste internazionali di ipcm®. Nel tempo libero gioco a pallacanestro e guardo tanti film. Squadra del cuore: Milwaukee Bucks. Regista preferito: David Lynch.

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